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sabato 15 dicembre 2018

The right tools for work

In the end, maybe I have found my right free program for editing video subtitles. I do not know if it is “the best”, but I like it and find myself well in working with it. Or maybe I have met in the middle of the road that piece of software, just suiting to my taste at that point of my life and activities, so that we have begun to go together. Something like when two persons, even without a specific reason, fall in love! (smile!)

To choose the right tools is very important. Let me me go here from the very particular to the very general (sometimes we should do!), but I think that the habit of too many people not to look around, not to try, not to choose their own tool, suitable to their actual needs and taste, as just they take, for some defined tasks, always the most fashionable piece on the market, during the years has taken to death a great amount of good ideas hardware and software, has restricted the field of the possible solutions for many human problems, has driven most people to think and to do often in the same way, not taking advantage of the huge possibilities of choices of the digital era, but rather contributing – together with more and more consumerist, individualistic, antisocial behaviours in a society whose situation would rather call everyone to sharing, participation and active citizenship – to address the world towards the Pensée unique, with great danger for the future of the planet itself and for democracy, as many recent events and political trend show.
I think that if for instance, programs like Power Point or Word Press, good indeed for their specific tasks (hall presentations and writing blogs on line, above all, and obviously much more, but just for those who like and choose that way of working), are used for years by everyone for everything, for any multimedia authoring of web mastering purpose, without even thinking of the possible existence of alternatives - or worse killing in this way most of the competitors, not because of a real costumers' choice, but because of an “a priori” renounce to look around and choose - that is a contribution in fact to the building of the main road to mainstream ideological conformism.

It is a matter of basic literacy in nowadays world, to be able of moving across a more and more redundant environment recognizing, selecting and choosing hardware and software according to what we have or like to do; every school should teach to kids this first. Then, our choices can be right of wrong, but it is life.
But now I am glad as I can put here the text of subtitles just according to the picture of the sound of voices, with easy and great precision. Even the wave seems to match automatically the length of sentences, when I paste them (but never trust too much in the automatisms, and here manual corrections are very simple and natural!)
Other programs probably may do the same, but for now I have met this one! (smile!). Searching, watching, choosing...

martedì 23 gennaio 2018

Gli strumenti per fare il video, 2


Nell'articolo precedente, si è raccontato come i bambini possono facilmente fare in prima persona della buone riprese video. Le semplici regole da seguire sono, in sintesi:
  • tenere sempre ben ferma la videocamera, anche quando la si muove
  • fare riprese brevi, e alla fine di ogni "frase", staccare
  • prima di ricominciare, cambiare il punto di vista.
In questo modo, il girato avrà facilmente un suo aspetto dignitoso anche senza montaggio (che però in ogni caso, per un prodotto finale presentabile, ci vuole).

Poi si è accennato al fatto che alcuni strumenti abitualmente usati per le riprese video, in particolare le macchine fotografiche, presentano problemi nella cattura del sonoro. Ma in generale è l'ambiente scolastico in sé – cioè il luogo più naturale dove i bambini possono girare i loro film – ad essere rumoroso (i corridoi), rimbombante (le palestre) e anche nell'aula momentaneamente più silenziosa (l'attenzione all'attività può fare miracoli) ci sarà sempre qualcuno che non sta fermo nel banco e i rumori delle sedie sul pavimento sono micidiali.
Purtroppo solo le videocamere di un certo livello e le fotocamere reflex hanno l'attacco per le cuffie audio, così come per un microfono esterno direzionale che – ne esistono di buoni a prezzi non proibitivi – può migliorare drasticamente la qualità del parlato. Dal punto di vista dei bambini poi, per cui la "rappresentazione" come un gioco di quello che stanno facendo conta come e più dell'azione stessa di fare il video, mettersi le cuffie e stare attenti al sonoro è altrettanto importante che osservare le inquadrature dentro il display, così come potrebbe esserlo – ma in questo caso si va oltre una pur buona dotazione amatoriale – il tenere a mano un microfono professionalmente appeso a una "giraffa". Quest'ultima operazione si può simulare evitando di agganciare il microfono esterno all'apposita staffa sulla macchina da ripresa e dandolo in mano a un bambino, che lo deve poi puntare in accordo con la direzione dell'obiettivo. Dal punto di vista della motivazione e del "gioco", è certo molto più coinvolgente e appagante che fare le riprese con un telefonino.

Tra gli accessori, sottovalutato da molti, il treppiede – con una testa video fluida e apposita manopola da usare per le panoramiche - può fare la differenza nei nostri video dall'invedibile al quasi professionale. Anche se le macchine di oggi sono spesso molto leggere, anche solo per sostenere un telefonino – per cui esistono pratici ed economici adattatori a molla - serve un aggeggio stabile, con i piedini ben piantati per terra che consenta movimenti esatti e armonici. Anche senza andare su prodotti di gamma medio-alta con testa intercambiabile, vale la pena davvero in questo caso di spendere qualche euro in più (non tanti, comunque), tenendo conto che un buon treppiede dopo dieci anni è praticamente ancora nuovo.

Il montaggio è la grammatica del video, che consente alle nostre produzioni di andare oltre le frasi sconnesse per comporre discorsi compiuti, con un loro senso. E non si fa con un telefonino!
Tagliare e incollare seriamente un video vedendolo in un monitor di 5 pollici o poco più è un'impresa impossibile, nonché uno strazio per gli occhi di chiunque e, anche se esiste software per smartphone e tablet, in certi casi decente, eventualmente utile per operazioni al volo o di emergenza, per fare un montaggio vero occorre un computer, possibilmente collegato a un monitor di grandi dimensioni, anzi meglio due, uno da cui si comanda il programma e l'altro per vedere il video a tutto schermo. Il tutto è molto più tranquillo di quanto non si creda, dato che si può utilizzare anche un comune televisore, collegato con un cavo HDMI.
Software di montaggio potenti e completi gratis – come per l'ufficio e la grafica sono Open e Libre Office o GIMP – a parte il buon vecchio iMovie di Apple (che non si può dire “migliorato” con gli anni!) non ce n'è. L'equivalente gratuito sul versante Microsoft, Movie Maker, non è più fornito insieme con Windows 10, si può comunque ancora scaricare, ma personalmente lo trovo piuttosto povero.
Ho provato poi diversi programmi indicati qui e là come “gratis” che, o non lo sono davvero, o offrono prestazioni decisamente limitate, o sono comunque poco utilizzabili dai non esperti. Senza per forza rivolgersi a software professionale, come Adobe Premiere, Vegas Pro (ex Sony), Magix Pro, o Final Cut sui Mac, ci sono però diverse applicazioni che costano qualche decina di euro e che permettono la realizzazione facile e intuitiva di montaggi di grande qualità, con tante piste audio e video, titoli, transizioni, elaborazioni di ogni tipo ed effetti speciali che solo pochi anni fa erano impensabili fuori dalle grandi case di produzione. Provandoli anche solo in alcune delle loro funzioni, anche i bambini facilmente ritrovano gran parte della cultura televisiva latente che proviene dalla loro comunque grande esperienza di telespettatori e possono toccare con mano cosa vuol dire essere “dall'altra parte”, quella dei produttori di informazione. Cosa che con software di puro taglia e incolla, oppure troppo “automatici”, non succede.
Si può scegliere tra programmi appositamente prodotti per il mercato amatoriale (Pinnacle Studio, Corel Video Studio), e versioni ridotte di programmi professionali (Premiere Elements, Magix Video Deluxe, Vegas Movie Studio), che più o meno si equivalgono, dipende anche dai gusti. Un caso a parte è Hit Film Express, un software dall'impostazione piuttosto professionale, gratuito nella versione di base, molto interessante, forse non del tutto intuitivo per i neofiti, ma a mio pare da provare senz'altro. Si può espandere inserendo a pagamento uno per uno una serie numerosa di moduli – ma per avere in mano già un buon programma bastano una ventina di euro - che tutti insieme fanno Hit Film Pro.
Altra finestra gratis sulle produzioni video professionali, soprattutto sulle operazioni che si possono effettuare sul colore (e ci si potrebbero inventare sopra unità didattiche entusiasmanti, che aprirebbero mondi di immaginazione e conoscenza ai ragazzi!), è Da Vinci Resolve, anche se personalmente l'ho provato finora meno di quello che avrei voluto, per problemi subentrati con al mio hardware datato.

martedì 16 gennaio 2018

Gli strumenti per fare il video, 1

Di questi tempi sono due i progetti in cui sono impegnato, per cos¡ dire tangenti e complementari, che vedono protagonisti i bambini come produttori di informazione: Lo Sguardo dei Bambini sul Mondo, che sta partendo proprio ora, con già la collaborazione di numerosi soggetti a livello internazionale, e Il Museo Virtuale dei Piccoli Animali, che esiste da alcuni anni come attività su base più o meno volontaria, e che si vorrebbe presto pure rilanciare questa volta in modo continuo e professionale.
In comune, hanno l'utilizzo attivo della tecnologia, in maniera diretta da parte dei bambini, oppure gestita da adulti che si mettono direttamente al servizio dei bambini o che collaborano fattivamente con loro, su un piano si potrebbe dire di parità. Cioè tutti, ognuno per la sua parte, imparano e insegnano qualcosa, e insieme si produce. I bambini ci mettono in più la vitalità e la capacità di giocare con entusiasmo e curiosità e gli adulti l'esperienza e la perizia tecnica. Poi, dato che ci divertiamo tutti molto e i mezzi di oggi si possono usare anche in modo molto istintivo, può succedere che qualche adulto a volte sia più bravo a giocare dei bambini, e che dei bambini trovino soluzioni tecniche, con la videocamera o il computer, a cui i loro maestri adulti non avrebbero mai pensato.

L'informazione che facciamo si basa soprattutto sullo strumento video, usando attrezzi non professionali – li mettiamo nelle mani direttamente dei bambini, anche senza istruzioni preliminari - che però consentono una qualità decisamente buona, comparabile con quella di molte produzioni che si vedono al cinema, in TV e sul web. E siccome le suggestioni del mercato arrivano spesso frenetiche e confuse, qui diremo alcune cose sulle macchine che usiamo, sperando di fornire informazioni utili a chi, accingendoci a realizzare per esempio un audiovisivo scolastico, a volte si accontenta di soluzioni improvvisate e di risultati mediocri, ignorando che con un minimo di attenzione e cura anche chi è alle prime armi può realizzare produzioni più che dignitose, in grado di essere proposte a un pubblico vero, oltre la consueta benevolenza e pazienza di genitori, nonni e amici.

A parte la disponibilità pratica, i gusti e le scelte individuali e oltre l'adeguamento acritico ai luoghi comuni, ci sono alcuni criteri che andrebbero tenuti presenti, per valutare gli strumenti con cui effettuare le riprese, tenendo presente che, da quando le memorie allo stato solido hanno sostituito pellicole e nastri, le macchine per il video possono ormai assumere qualsiasi forma. Qui di seguito ci riferiamo a videocamere tradizionali, fotocamere, smartphone e tablet. Non prendiamo in considerazioni altri strumenti, che servono pure a fare video, ma più particolari, come le web cam e le action cam.

Ergonomia: come le macchine si tengono in mano. Una videocamera “tradizionale” si impugna in modo saldo una mano sola, come si vuole, ha il display orientabile che consente un utilizzo a livello del suolo o tenendola con il braccio sollevato in alto o comunque anche molto lontano dal corpo, e ha l'attacco per essere posizionata su un treppiede. Una macchina fotografica, compatta o reflex, richiede l'uso delle due mani e se non ha il display orientabile limita fortemente il campo di visione; sono ottime con l'uso del treppiede. Un telefonino o un tablet vanno comunque impugnati con due mani (orizzontalmente, per favore, dato i video vanno poi su uno schermo TV!), consentono scarse possibilità di movimento e più facilmente rischiano di cadere. Se per i telefoni esistono semplici e economici adattatori per l'uso con un cavalletto o supporti  (riprese mosse e tremolanti, anche se le abbiamo fatte noi, sono sempre comunque molto fastidiose!), con i tablet si possono fare solo riprese a mano (e allora staccare quando si incomincia a tremare troppo!)

Versatilità: possibilità di usare la stessa attrezzatura per fare cose diverse. Le videocamere montano obiettivi zoom ottici molto spinti (dello zoom digitale, in generale, meglio non fidarsi troppo!), possono essere usate anche per scattare fotografie e consentono riprese dal grandangolo macro attaccato alla lente (molto utile per esempio se inquadriamo insetti) fino al super teleobiettivo (che però oltre certe focali andrebbe usato con un treppiede, pena riprese invedibili con effetto terremoto); hanno un microfono incorporato di discreta qualità. Lo stesso per quanto riguarda l'obiettivo le fotocamere cosiddette “bridge”, che ormai tutte consentono video in hd e che però sono generalmente carenti quanto a cattura del sonoro. Tra le compatte, che pure ormai vanno bene anche per i video, solo alcune hanno il super macro e lo zoom ottico è meno spinto. Con le fotocamere reflex, per il macro e il super tele occorre cambiare l'obiettivo. I telefonini e i tablet non hanno il super macro e lo zoom, solo digitale, se esiste è molto limitato; discrete, in diversi casi, sono le prestazioni sonore.

Qualità video. Non dipende dalla quantità di megapixel del sensore (per il video se ne usano molto meno che per le fotografie), ma dagli obiettivi e anche dal software che sovraintende all'acquisizione di immagini. Da questo punto di vista, le macchine fotografiche reflex non hanno rivali (se non alcune videocamere consumer di fascia alta, dotate a volte di tre sensori separati, uno per ogni colore primario, o di tipo professionale, e che comunque non reggono quanto a qualità degli obiettivi). Telefonini e tablet, in grado a volte anche di riprendere in 4K, sono dotati comunque di obiettivi molto piccoli, buoni per le riprese in piena luce, molto meno quando le condizioni di visibilità cominciano a farsi scarse (anche se in fotografia a volte il flash fa miracoli!)

Qualità audio. Per come sono progettate, le videocamere hanno sempre un discreto, a volte molto buono microfono incorporato zoom, stereo o addirittura 5 +1. Solo quelle di fascia alta hanno però l'attacco per un eventuale microfono esterno, che è considerato un accessorio praticamente indispensabile per le fotocamere reflex, i cui microfoni incorporati difficilmente sono al livello della qualità delle immagini. Scarsa di solito la qualità audio delle fotocamere compatte e bridge in particolare, disturbate dal rumore dello zoom motorizzato che, in ambienti silenziosi, facilmente emerge in modo fastidioso, mentre telefonini e tablet non hanno di questi problemi e, se dotati di microfoni e software di qualità, restituiscono un sonoro stereo più che discreto.

continua...

martedì 24 gennaio 2017

Elogio della videocamera

Oggi le videocamere amatoriali sono quasi scomparse dai negozi, perché la gente non le usa più. I dilettanti evoluti e anche molti professionisti usano le macchine fotografiche reflex, mentre tutti gli altri fanno i video con i telefonini, per lo più tenendoli verticali, in modo da non correre il rischio di confondere le loro produzioni amatoriali con quelle "vere"! Poi ci sono le action cam, da montare sulla mountain bike, il casco della moto, la prua della Bugatti d'epoca alla Mille Miglia, o da appendere a un drone professionale. E i droni economici e giocattolosi, se pur più sensibili ai colpi di vento, già te li vendono con una leggera e discreta telecamerina, che per pochi euro in più puoi direttamente controllare dallo smartphone o dal tablet, che fanno da monitor e telecomando insieme.

Tecnicamente, da quando le memorie allo stato solido hanno sostituito nastri magnetici e pellicole, la forma dell'aggeggio non è più legata al supporto di memoria. Curiosamente però le macchine fotografiche reflex continuano però ad essere esteriormente molto simili alle loro antenate a 35mm, la qual cosa, rispetto alla videocamere propriamente dette, quando si fa un video presenta lo svantaggio, dal punto di vista dell'ergonomia e della maneggevolezza, di doverle tenere sempre con due mani.

Per chi lavora poi per esempio nella scuola e con i bambini, per chi ha bisogno di frequenti inquadrature rasoterra, sopra la testa o negli angoli, alla ricerca di punti di vista particolari (che per i ragazzi sono interessanti) o di insetti o ragni che non ci stanno a mettersi proprio davanti a noi in posa, avendo in mano un oggetto leggero che si può impugnare saldamente come si vuole, una videocamera è senz'altro più versatile di una reflex, permette di passare dal panorama al super macro senza cambiare obiettivo, ha sempre un schermo orientabile (disponibile sulle reflex solo a un certo livello), ha un microfono incorporato di solito più che soddisfacente, con un rumore di fondo limitato (non obbliga cioè all'uso di un ulteriore microfono esterno), si può dare con più tranquillità direttamente in mano ai ragazzi e, particolare non da poco, costa molto di meno.
Questo ovviamente se non ci serve una qualità video di livello superiore, perché in quel caso il discorso si ribalta, dove sono le reflex a costare meno delle videocamere professionali.

Data la diffusione ormai capillare delle macchine per fare il video, per qualsiasi "film" si realizzi per esempio in una scuola, facilmente si possono utilizzare contemporaneamente molte macchine diverse - come una volta era possibile solo nelle produzioni importanti – mettendo assieme videocamere, macchine fotografiche, telefonini e altro.
Le action cam sono spettacolari, alcune piuttosto convenienti dal punto di vista economico, ma hanno obiettivi super grandangolari che non le rendono indicate per riprese "normali".
I telefonini ormai possono fare di tutto, anche video in super alta definizione (K4), ma date le dimensioni ridotte degli obiettivi, hanno limitazioni nel macro e nello zoom.
Per mettere poi tutto insieme, anche programmi di montaggio economici hanno ormai la funzione "multicam", che permette di sincronizzare le riprese dei diversi dispositivi (ovviamente, se i telefonini sono tenuti verticali, ci sarà poi qualche problema di formato!)

Ieri, per il laboratorio "I film in tasca", con i ragazzi di Siena, ho portato anche una videocamera vecchia di 10 anni, di fascia media, non HD, ma che tra le sue diverse funzioni consente di realizzare riprese all'infrarosso. Abbiamo girato alcune scene al buio, ovviamente di genere horror, e poi le abbiamo scaricate sul computer dalla cassetta mini DV attraverso il cavo e l'interfaccia video firewire(altra cosa ormai scomparsa e quasi dimenticata da più, in questi tempi di obsolescenza ossessiva).
E il risultato, mischiando queste riprese con quella della videocamera HD, è stato decisamente interessante.

martedì 18 agosto 2015

The wrong frame and people’s resignation in the digital era

This was first published in My Blog on December 2, 2012. I paste it here as it was! 

It happens, very often, even in official festivals, even among professionals: the format of the video is projected wrong, so that circles are oval, cars are stretched or squeezed, thin and tall people appear fat and short when standing and flat like snakes when laying down on a sofa or the sand.
If you point out the problem, professionals begin to explain: “It is why…” But I already do know “why” and I don’t care. I’d simply like to watch the picture right!
The worrying thing is that most of “non professional”, when asked if they have seen that pictures were deformed, simply say that no, they haven’t noticed it! And someone even tells you: ”But you are an expert!”
NBA-b.jpg
 For common people, so it’s normal to see top models or basketball players short and fat like Miss Piggy!
The plenty of technology in our life appears to go together with a general loss of sensibility, eyes, ears, taste weaker and weaker… and all that defending and fighting and fearing and complaining about bankers, finance managers, politicians, immigrants, foreigners, aliens, all that suddenly faint in resignation in front of the magic of digital media, that resets to zero our critical, as well as natural senses. Deprived from too much tecnology! Remember Ivan Illich: «Modernized poverty appears when the intensity of market dependence reaches a certain threshold…»

già pubblicato in My Blog  2 dicembre 2012

lunedì 13 luglio 2015

Generazione iStupid? Che fine hanno fatto le videocamere?

Prosegue il recupero degli articoli che avevo a suo tempo pubblicato in My Blog. Questo è del  21 aprile 2013 e lo sottoscrivo interamente!

Profetico Ivan Illich, quando nel 1981 descriveva le nuove povertà della società del benessere:
«…quello stato di opulenza frustrante che s’ingenera nelle persone menomate da una schiacciante soggezione alle ricchezze della produttività industriale. Essa non fa altro che privare le sue vittime della libertà e del potere di agire autonomamente, di vivere in maniera creativa; le riduce a sopravvivere grazie al fatto di essere inserite in relazioni di mercato».
Crisi economica a parte, che rende ancora più grottesco certo bieco consumismo, direi che ci siamo in pieno.
Rimandando a un altro articolo una piccola riflessione amara sui nuovi iMac “ultrasottili” (che li puoi passare sotto la porta ma non hanno più il lettore DVD: una autentica controrivoluzione fatta passare per “innovazione”!), in questi tempi di confusione totale e di ideologia modaiola imperante, chi nella sua storia di vita ha acquisito le giuste competenze, magari ingegnandosi e mettendo assieme pezzi diversi presi di qua e di là, può fare davvero di tutto e di più, a livelli di eccezionale qualità. Chi non le ha acquisite, o arriva oggi, a cominciare dai cosiddetti nativi”, rischia di ritrovarsi condannato a una totale passività, perché alla ridondanza di possibilità teoriche non corrispondono gli stimoli adeguati che, per varie strade, conducono una persona a intuire, capire, appassionarsi, approfondire.

Prendiamo il video. Se è vero che oggi di possono usare molti strumenti diversi, senza sostanziali problemi di qualità, per il neofita l’approccio più naturale rimane quello attraverso la videocamera, strumento al video specificamente dedicato e che consente a chiunque in poco tempo di ottenere risultati di grande soddisfazione: impugnatura ergonomica, display orientabile, zoom con messa a fuoco dalla lente dell’obiettivo all’infinito, possibilità di fissarla comodamente su un treppiede, come pure di collegarla a un monitor per vedere grande, come in uno studio TV.
videocamera.jpgIl bambino piccolo ha generalmente timore rispetto al mezzo e preferisce averla sul cavalletto, perché quello che gli interessa di più non è fare effettivamente un video, ma giocare a guardare dentro nel piccolo schermo, o nel mirino, con eccitazione e curiosità: esattamente uguale oggi come 20 o 30 anni fa.
I bambini più grandi, i giovani e gli adulti (esattamente come ai tempi del super 8 negli anni 70!) tendenzialmente prendono in mano la macchina da presa e guardano di qua e di là senza metodo, come si guarda con gli occhi, ottenendo immagini per lo più orribili e confuse. E oggi che la produzione di video è alla portata di tutti con una quantità di aggeggi diversi, questo induce nei più la convinzione che agli utenti normali non è concesso fare video decenti, ma al massimo mettere su YouTube i nostri scherzi: nulla a che vedere con le cose professionali!

La macchina sul cavalletto invece, serve a dimostrare in pochi istanti che anche le nostre riprese possono essere perfette, se la si muove nel modo giusto o ancora meglio se non la si muove affatto. E chi si abitua alla qualità delle riprese sul cavalletto, dopo anche a mano riuscirà a produrre immagini prima impensabili, anche con dispositivi meno ergonomici, come lo smartphone o l’iPad.
Per questo, una educazione al linguaggio video (che insieme con la fotografia, la lettura la scrittura, il far di conto e la manipolazione del suono fa parte della alfabetizzazione di base nella società della informazione) è opportuno che parta dalla strumento videocamera. Poi quando uno ha imparato, potrà usare quello che vuole. *
Tra le varie cose preoccupanti di questi tempi confusi, dopo anni di fiera delle inutilità (tipo le macchine che usavano come supporto il mini-DVD, una cosa del tutto priva di senso dal punto di vista tecnico) e feedback nullo da parte di una utenza di massa mantenuta a bella posta analfabeta, c’è oggi la progressiva scomparsa delle videocamere dagli scaffali dei negozi…

* NOTA POST: 2 anni fa, prima versione di questo articolo, non era ancora così generalizzato l'uso delle macchine fotografiche reflex per realizzare video semi professionali. Il discorso però vale lo stesso, dato che qui si sta parlando di un approccio di base (e resta comunque da vedere se nel rapporto prezzo prestazioni le reflex siano davvero convenienti rispetto a una videocamera prosumer. Personalmente, a parte la gran cosa del mirino ottico, non credo!). Dirò solo che, se ovviamente è vero che anche le fotocamere stanno bene su un cavalletto, dal punto di vista display, ergonomia, sonoro, silenziosità dello zoom,  una videocamera vera e propria è di solito molto più versatile e performante, per fare i video, di una macchina fotografica dello stesso prezzo.