martedì 16 gennaio 2018

Gli strumenti per fare il video, 1

Di questi tempi sono due i progetti in cui sono impegnato, per cos¡ dire tangenti e complementari, che vedono protagonisti i bambini come produttori di informazione: Lo Sguardo dei Bambini sul Mondo, che sta partendo proprio ora, con già la collaborazione di numerosi soggetti a livello internazionale, e Il Museo Virtuale dei Piccoli Animali, che esiste da alcuni anni come attività su base più o meno volontaria, e che si vorrebbe presto pure rilanciare questa volta in modo continuo e professionale.
In comune, hanno l'utilizzo attivo della tecnologia, in maniera diretta da parte dei bambini, oppure gestita da adulti che si mettono direttamente al servizio dei bambini o che collaborano fattivamente con loro, su un piano si potrebbe dire di parità. Cioè tutti, ognuno per la sua parte, imparano e insegnano qualcosa, e insieme si produce. I bambini ci mettono in più la vitalità e la capacità di giocare con entusiasmo e curiosità e gli adulti l'esperienza e la perizia tecnica. Poi, dato che ci divertiamo tutti molto e i mezzi di oggi si possono usare anche in modo molto istintivo, può succedere che qualche adulto a volte sia più bravo a giocare dei bambini, e che dei bambini trovino soluzioni tecniche, con la videocamera o il computer, a cui i loro maestri adulti non avrebbero mai pensato.

L'informazione che facciamo si basa soprattutto sullo strumento video, usando attrezzi non professionali – li mettiamo nelle mani direttamente dei bambini, anche senza istruzioni preliminari - che però consentono una qualità decisamente buona, comparabile con quella di molte produzioni che si vedono al cinema, in TV e sul web. E siccome le suggestioni del mercato arrivano spesso frenetiche e confuse, qui diremo alcune cose sulle macchine che usiamo, sperando di fornire informazioni utili a chi, accingendoci a realizzare per esempio un audiovisivo scolastico, a volte si accontenta di soluzioni improvvisate e di risultati mediocri, ignorando che con un minimo di attenzione e cura anche chi è alle prime armi può realizzare produzioni più che dignitose, in grado di essere proposte a un pubblico vero, oltre la consueta benevolenza e pazienza di genitori, nonni e amici.

A parte la disponibilità pratica, i gusti e le scelte individuali e oltre l'adeguamento acritico ai luoghi comuni, ci sono alcuni criteri che andrebbero tenuti presenti, per valutare gli strumenti con cui effettuare le riprese, tenendo presente che, da quando le memorie allo stato solido hanno sostituito pellicole e nastri, le macchine per il video possono ormai assumere qualsiasi forma. Qui di seguito ci riferiamo a videocamere tradizionali, fotocamere, smartphone e tablet. Non prendiamo in considerazioni altri strumenti, che servono pure a fare video, ma più particolari, come le web cam e le action cam.

Ergonomia: come le macchine si tengono in mano. Una videocamera “tradizionale” si impugna in modo saldo una mano sola, come si vuole, ha il display orientabile che consente un utilizzo a livello del suolo o tenendola con il braccio sollevato in alto o comunque anche molto lontano dal corpo, e ha l'attacco per essere posizionata su un treppiede. Una macchina fotografica, compatta o reflex, richiede l'uso delle due mani e se non ha il display orientabile limita fortemente il campo di visione; sono ottime per l'uso del treppiede. Un telefonino o un tablet vanno comunque impugnati con due mani (orizzontalmente, per favore, dato i video vanno poi su uno schermo TV!), consentono scarse possibilità di movimento e più facilmente rischiano di cadere. Se per i telefoni esistono semplici e economici adattatori per l'uso con un cavalletto (riprese mosse e tremolanti, anche se le abbiamo fatte noi, sono sempre comunque molto fastidiose!), con i tablet si possono fare solo riprese a mano (e allora staccare quando si incomincia a tremare troppo!)

Versatilità: possibilità di usare la stessa attrezzatura per fare cose diverse. Le videocamere montano obiettivi zoom ottici molto spinti (dello zoom digitale, in generale, meglio non fidarsi troppo!), possono essere usate anche per scattare fotografie e consentono riprese dal grandangolo macro attaccato alla lente (molto utile per esempio se inquadriamo insetti) fino al super teleobiettivo (che però oltre certe focali andrebbe usato con un treppiede, pena riprese invedibili con effetto terremoto); hanno un microfono incorporato di discreta qualità. Lo stesso per quanto riguarda l'obiettivo le fotocamere cosiddette “bridge”, che ormai tutte consentono video in hd e che però sono generalmente carenti quanto a cattura del sonoro. Tra le compatte, che pure ormai vanno bene anche per i video, solo alcune hanno il super macro e lo zoom ottico è meno spinto. Con le fotocamere reflex, per il macro e il super tele occorre cambiare l'obiettivo. I telefonini e i tablet non hanno il super macro e lo zoom, solo digitale, se esiste è molto limitato; discrete, in diversi casi, sono le prestazioni sonore.

Qualità video. Non dipende dalla quantità di megapixel del sensore (per il video se ne usano molto meno che per le fotografie), ma dagli obiettivi e anche dal software che sovraintende all'acquisizione di immagini. Da questo punto di vista, le macchine fotografiche reflex non hanno rivali (se non alcune videocamere consumer di fascia alta, dotate a volte di tre sensori separati, uno per ogni colore primario, o di tipo professionale, e che comunque non reggono quanto a qualità degli obiettivi). Telefonini e tablet, in grado a volte anche di riprendere in 4K, sono dotati comunque di obiettivi comunque molto piccoli, buoni per le riprese in piena luce, molto meno quando le condizioni di visibilità cominciano a farsi scarse (anche se in fotografia a volte il flash fa miracoli!)

Qualità audio. Per come sono progettate, le videocamere hanno sempre un discreto, a volte molto buono microfono incorporato zoom, stereo o addirittura 5 +1. Solo quelle di fascia alta hanno però l'attacco per un eventuale microfono esterno, che è considerato un accessorio praticamente indispensabile per le fotocamere reflex, i cui microfoni incorporati difficilmente sono al livello della qualità delle immagini. Scarsa di solito la qualità audio delle fotocamere compatte e bridge in particolare, disturbate dal rumore dello zoom motorizzato che, in ambienti silenziosi, facilmente emerge in modo fastidioso, mentre telefonini e tablet non hanno di questi problemi e, se dotati di microfoni e software di qualità, restituiscono un sonoro stereo più che discreto.

continua...

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